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Luigi Tenco

e…

"un giorno come un altro"

Sanremo. Torna sulla scena da molto lontano, un cantautore intelligente e anticipatore di un nuovo modo di fare musica, moderno, essenziale, e la sua poetica cambiava la banalità delle parole da sempre organizzate nei testi delle canzoni della musica definita "leggera", dando pregio e rafforzando il discorso musicale inserito in un binomio perfetto, Luigi Tenco. Un cantautore incompreso e come sempre, rivalutato dopo la sua morte, infatti, fu appunto il clamore che si registrò intorno alla tragedia e prematura scomparsa, a dare il là ad una grande popolarità del cantante che vide postumo il riconoscimento della sua geniale presenza nel mondo della musica.
L'ultimo scritto, un biglietto d'addio, a segnalare l'intenzione suicida scattata dall'eliminazione della sua canzone "Ciao amore ciao". "Io ho voluto bene al pubblico e gli ho dedicato cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda in finale Io, tu e le rose e una commissione che segnala La rivoluzione." Considerando la fretta con cui si chiuse il "caso Tenco" e che suscitò non pochi dubbi e perplessità, oggi, si ritorna sulla questione, e benché biglietto ci fosse a siglarne il suicidio: quindi, ultimo atto della sua breve vita d'artista, permane un mistero.


 
 
L'annuncio del Procuratore della Repubblica, Mariano Gagliano, che ha voluto far riesumare la salma del cantautore, che morì per un colpo di pistola alla tempia nella notte tra il 26 e 27 gennaio del 1967, in una camera dell'Hotel Savoy di Sanremo, la numero 219, a causa dell'avvenuta esclusione della sua canzone, Ciao amore ciao, cantata in coppia con la cantante egiziana, Dalidà. L'inchiesta ufficiale indica in Dalidà colei che scoprì il cadavere di Tenco, che dopo aver avuto con lui un violento litigio telefonico, andò a bussare alla sua camera d'albergo verso 2,30 di notte. Il cantautore secondo questa ricostruzione si trovava sul pavimento senza vita. E l'inchiesta fu chiusa. Una curiosità, la camera 219, non esiste più all'hotel Ariston, fu smantellata alla velocità della luce, quindi, anche R.I.S permettendo, non si potrebbe riuscire a trovare alcunché.Nel 2003 la Magistratura aveva riaperto il caso, in seguito alla pubblicazione di un libro"Luigi Tenco, vita breve e morte di un genio musicale", l'autore, il giornalista Aldo Colonna, fu il primo ad avanzare dei dubbi sulla vicenda, e l'ipotesi di un vero e proprio delitto, quindi a tracciare un percorso investigativo e alternativo a quello degli inquirenti, spostando nuovamente l'interesse del pubblico sul caso e proponendo altri scenari possibili: la gelosia, o una rapina. Si dice che l'incompletezza delle indagini, fu molto evidente.
 
 
Con riferimento al proiettile che non venne mai trovato, infatti, sarà studiato il foro d'ingresso in ambito autoptico.
Il calibro della pistola che si dice utilizzata da Tenco per togliersi la vita, si trova ancora nelle mani della famiglia del cantautore.Tenco aveva, si comperato una pistola, ma era una Walter Ppk calibro 7,65, ma la notte della tragedia, nelle sue mani fu trovata una calibro 22, arma molto più femminile e più compatibile con la tesi del delitto passionale.
Ironia della sorte e tragico destino, anche il marito di Dalidà, si toglierà la vita qualche anno dopo, proprio con una Walter Ppk, 7,65.
La sera della tragedia, un componente del gruppo di Tenco, dichiarò che il cantautore era innamorato di Valeria, il suo grande amore, donna che rimase sempre nell'ombra e che fu lei a confortarlo la notte del 26 in una lunga telefonata intercorsa tra i due.
Il furioso litigio tra Dalidà e Tenco, in una infuocata telefonata. Le foto fatte dalla polizia scientifica, evidenziano la posizione del corpo in cui venne trovato Tenco, in netta contraddizione con la tesi del suicidio.
Tenco aveva vinto al Casinò 6 milioni di lire e denaro contante non fu mai trovato sul luogo del fatto, ma solo un assegno.
 
 

Alessandria, 15 febbraio 2006 - La riesumazione della salma di Luigi Tenco è è avvenuta nel cimitero di Ricaldone dove i resti del cantautore si trovano e sottoposti ad autopsia nell'ospedale di Acqui Terme (Al). Il nuove esame autoptico è stato espressamente richiesto dalla Procura di Sanremo, ed è stata effettuata dalla dottoressa Vincenza Liviero dell'Ert (Esperti Ricerca Tracce) della polizia scientifica ed assistita dal professor Luca Taviana, dell'Università di Pavia."Cerchiamo di lavorare per capire meglio e di più" ha detto stamani il procuratore della 'città dei fiori', Mariano Gagliano che ha riaperto tempo fa l'inchiesta sulla morte di Tenco, aggiungendo che quasi sicuramente dovrebbe venir riconfermata l'ipotesi del suicidio anche che "occorre mettere dei punti fermi" alla prima indagine del 1967 che, secondo il magistrato, fu quantomeno frettolosa. Nessun proiettile nella testa della vittima, questo dalla prima lastra eseguita sulla salma, e trovata ancora intatta. Ad affermare questo, è l'avvocato della famiglia, Silvio Romanelli. La camera numero 219 dell'hotel Savoy di Sanremo non esiste più. Li Luigi Tenco morì, alle 2,15 minuti del 27 gennaio 1967. L'albergo ristrutturato di recente ha cancellato per sempre il luogo della tragedia e non esiste nessun nastro di registrazione...più niente! Scriveremo mai l'ultimo capitolo?..........

Nida
 

 

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